sabato 31 agosto 2013

LA MINERALITA' NEL VINO ESISTE DAVVERO?

Mineralità: è una nozione difficile da apprendere anche se molto di moda ed impiegata sempre più frequentemente soprattutto tra i degustatori anglosassoni. Malgrado non si conosca la sua origine aromatica o molecolare, la gran parte dei consumatori di vino pensa che provenga dal suolo, dalla presenza di particolari minerali, una sorta di gusto del terroir, per altri invece, ma sono una netta minoranza, è un carattere distintivo di alcuni vini francesi come Sancerre, Loire o Chablis ed è legata ad alcuni vitigni quali lo Chardonnay, il Sauvignon o lo Chenin blanc. I vini italiani che meglio identificano questo carattere sono il Timorasso, il Lugana ed alcuni Verdicchi. La mineralità è individuata da espressioni particolari quali pietra focaia, pietra secca, creta, iodio, grafite fino al cherosene, ma è associata a molte caratteristiche positive di un vino quali la finezza, la freschezza, la lunghezza in bocca e la sapidità (il sale).
 
 
 
In ogni caso va escluso il ruolo prevalente dei sali minerali, in quanto le sensazioni gustative sono il risultato di stimoli eterosensoriali localizzati in parti diverse della bocca, che trasformano i messaggi chimici in messaggi elettrici (trasduzione): i recettori dell’acidità, i canali ionici ed i recettori di membrana. Tutte le cellule gustative dispongono dei recettori di queste tre categorie che interagiscono tra loro ed è quindi illusorio pensare che vi siano nelle bocca zone specifiche per il sapore minerale. I sensi gustativi non sono né analitici, né sintetici, solo discriminatori e possono fare la differenza. Ad esempio, tra l’acido tartarico che evoca la durezza e l’acido succinico che da la sensazione di salato e amaro. Perché l’attributo “mineralità” ha così successo nella comunicazione? Forse perché richiama un rapporto quasi fisico con un luogo, soddisfa quella ricerca delle origini, la nostalgia dei ricordi giovanili, delle vacanze in campagna.
 
 
 
Questo accompagna quella mutazione del gusto che rifiuta i vini concentrati, pesanti, prodotti in un contesto economico consumistico e dalle strategie di marketing aggressive, per rivolgersi invece verso prodotti più equilibrati, provenienti da terroir più rispettati che riescono a far rilevare questa mineralità in virtù di una viticoltura più ecosostenibile. La percezione della mineralità allora, al di là di un certo equilibrio tra la sapidità e le note aromatiche, non è il riflesso imperfetto di un suolo ma una rappresentazione mentale che designa con un sostantivo, un forte potere evocativo.
 
Fonte: Tre Bicchieri Gambero Rosso (articolo a firma di Attilio Scienza)



martedì 20 agosto 2013

VIAGGIO ALL'INTERNO DI UN MOLISE DIVINO (II parte)

L’anno scolastico 2012/13 si avvia, formalmente, alla chiusura ed è il momento di bilanci e nuovi propositi. Presso l’Istituto Tecnico “San Pardo” di Larino si è vissuto un anno importante, pieno d’iniziative e ricco di contenuti, con il progetto “Scuola del gusto” che ha portato la cultura enologica, con un “Molise divino”, e quella concernente tanti altri aspetti della nostra terra, a chi ha sete di sapere, attraverso visite guidate e percorsi tematici tra storia, arte, territorio e tradizioni. Avete avuto modo di seguire in maniera dettagliata, attraverso la rete, la carta stampata e anche la televisione, l’evolversi del percorso che ha preso per mano studenti e gente comune e li ha accompagnati, grazie alla sapienza e alla professionalità di uomini di cultura e del mondo produttivo, fino alla riscoperta - per molti si è trattato di una vera e propria scoperta - di quelle che sono le ricchezze enogastronomiche, ambientali e culturali di questo piccolo fazzoletto di terra, dimenticato, bistrattato e sottovalutato dai suoi stessi abitanti [n'c sta' nient (multicit.)].



Questo non vuol essere un post autocelebrativo, tutt’altro, chi mi conosce sa che mi piace lavorare a testa bassa, buttami con anima e corpo sulle cose, lontano dalla ribalta. Volevo condividere, invece, con tutti quelli che ci hanno seguito, come ho fatto altre volte, i momenti più belli dell’anno, attraverso degli "scatti di gusto" - perdonate la ridondanza sul vocabolo, che invece ritengo quanto mai attuale e necessario - durante le diverse attività del percorso formativo. A tal proposito, un ringraziamento va a Elisabetta D’Ercole e Angela Cicora per aver fornito una parte degli scatti più significativi.
“L’anno vecchio è finito ormai” (cit.), quello nuovo tante altre ne porterà. Cosa?
A presto per gustose novità.
 
Link slide show fotografico:
 
Sebastiano Di Maria
 
 

domenica 11 agosto 2013

LARINO IN VINO

Martedì 13 agosto, nella splendida cornice del Palazzo Ducale di Larino, si terrà uno degli appuntamenti più importanti del cartellone della programmazione estiva della città frentana, come illustrato con orgoglio dal Sindaco, Vincenzo Notarangelo, e dai componenti della giunta in una conferenza stampa. “La notte della carrese e dei fiori di carta”, in realtà, oltre alla classica sfilata di quelli che sono i simboli della cultura e della tradizione di alcune comunità del basso Molise, che hanno una matrice unica e riconducibile proprio all’antica città frentana, come sottolinea, con amor proprio, il consigliere Nicola Stefano Vitulli, è un vero e proprio contenitore per la promozione dell’artigianato, dei prodotti agroalimentari e del vino. Lungo le suggestive vie del borgo, poi, accompagnati dal corteo storico del gruppo "Procluenzio", si dislocheranno i carrieri, gli artigiani e tutti quelli che con passione e sacrificio danno lustro al nostro territorio, tra un tripudio di colori, sapori e suoni.
 
Un momento della conferenza stampa
Uno dei momenti più importanti della serata, scusate, è deformazione professionale, è quello concernente la degustazione dei vini delle più importanti aziende vitivinicole della Regione, tutto sapientemente curato e diretto dai sommelier Aspi Rudy Rinaldi e Celeste Di Lizio, denominato “Larino in vino”. I due professionisti, già protagonisti nel trittico di lezioni frontali ai corsisti della “Scuola del gusto”, proporranno, sempre in chiave formativa e gratuitamente, delle mini lezioni di approccio alla degustazione del vino, in modo da avvicinare curiosi e appassionati a quell’affascinante contenitore di cultura, storia e tradizione, protagonista anche nella nostra terra, tutto fortemente voluto dall’Assessore Assunta D’Ermes. Le degustazioni proseguiranno anche nella serata successiva, nella splendida cornice della terrazza del Palazzo Ducale.
 
Locandina dell'evento
Tutte le iniziative volte allo sviluppo della cultura, in tutte le sue sfaccettature, con l’obiettivo di avvicinarne la fruizione e rinsaldarne il legame con il popolo, sono da “benedire” e da perseguire per il bene di una comunità e di un territorio.
 
Sebastiano Di Maria
 
 

sabato 10 agosto 2013

UN NUOVO MODO DI VIVERE LA PASSIONE PER IL VINO

E' nato, in queste settimane, un nuovo portale sul mondo vino, Enomarcia.net, un modo nuovo di comunicazione totale tra aziende, appassionati e professionisti del settore. Questo nuovo sito si prefigge di essere il principale hub del settore viticolo-enologico. Le principali funzioni sono una sempre aggiornata sezione di news ed eventi, una parte di enopedia, una parte social oltre a tutta una serie di nuovi meccanismi di interazione tra gli utenti. Uno strumento unico di gestione che permetterà a tutti gli utenti di controllare tutti i propri account social, rilanciare contenuti e condividere il proprio mondo del vino. Le aziende, in particolare, avranno la possibilità di gestire il proprio profilo, caricare le immagini delle proprie etichette, della propria azienda e condividere eventi. Nuove sezioni saranno a breve aggiunte alle funzionalità base del portale e forniranno uno strumento completo di interazione tra tutti gli attori del mondo del vino. Tali interazioni, oggi possibili solo online, permetteranno indubbi vantaggi sia per il produttore che per il consumatore finale. Di seguito il video di presentazione.
 
video

Una delle funzionalità innovative del portale è la possibilità di poter gestire gli account Facebook, Twitter, Google +, Youtube e molto altro con un solo strumento, il Social Hub Center. Con l’hub, Enomarcia permette di avere uno strumento unico per la gestione dei principali social network, in modo da pensare e desiderare nel mondo del vino, entrare in contatto con cantine, aziende ed Istituzioni del mondo del vino ed essere sempre aggiornato su news ed eventi del settore, con un solo click.
 
Fonte: Enomarcia.net
L'interfaccia della Home Page, anch'essa innovativa per risoluzione e qualità del layout, nonché di facile approccio e priva di fronzoli, presenta, in posizione centrale,  un'area dedicata a tutte le notizie principali del portale Enomarcia, tra cui Focun On, ossia azienda del giorno. Registrandosi, si ha a disposizione, gratuitamente, un gettone per prenotare un giorno a scelta e essere visibili in tutte le pagine pubbliche del portale come azienda del giorno (Focus On), oppure dieci gettoni per poter prenotare dieci giorni diversi a scelta tra le cantine del giorno. In questo caso il nome dell'azienda scorrerà insieme a quello delle altre cantine che avranno effettuato la prenotazione nelle stessa giornata, in alto a destra. E le sorprese non finiscono, nelle prossime settimane altre importanti novità.

Sebastiano Di Maria
 
 

lunedì 5 agosto 2013

MONTAGANO, TERRA DI TINTILIA E DI MOSCATO

 

dal blog di Pasquale Di Lena

 
Parlare di Tintilia è, per me, un piacere grande e avere la possibilità, ieri sera, di farlo in una “Terra di Tintilia e, prima ancora, di Moscato” qual’è Montagano, ho sentito che, all’antico amore che provo per i due vini propri del Molise, si era aggiunta la pace che il tempo matura. C’era tanta gente nella saletta del centro museale a fianco alla bellissima Chiesa trecentesca di Santa Maria di Faifoli, dove, non lontano, operava la cantina “Ianigro” che, alla fine dell’’800 e per i primi sessant’anni del secolo scorso, da sola, ha dato immagine al vino molisano, con il suo “Sannio rosso” soprattutto, fatto, si dice, con uve di tintilia, tanto da meritare una bella medaglia all’esposizione di Parigi del 1900. Un passato glorioso che avrebbe avuto la possibilità di raccontare la storia di un secolo del vino nel Molise se i documenti di questa cantina non fossero stati dispersi e distrutti. Un peccato, visto che la storia la raccontano i documenti anche quelli più insignificanti per i più. La Tintilia, risorta dalle ceneri prodotte dallo sviluppo lungo la fascia litoranea della vitivinicoltura molisana,  con le colline assolate da Montenero di Bisaccia a Campomarino, ha, nei 20 anni in cui, insieme con Michele Tanno, mi sono impegnato a farla rivivere nel Molise e, non a caso, in quella parte   dove si era maggiormente diffusa. Parlo del Molise centrale e della terra dei croati molisani, grazie all’attenzione dell’Ersam e dell’Università del Molise, allora come ieri sera, rappresentata dal prof. Massimo Iorizzo, l’ideatore, tre anni fa, per conto della CiaMolise, della manifestazione “La terra di Tintilia”.
 
 
 
Inserita nel disciplinare della Doc “Molise” con il limite di coltivazione al di sopra dei 200 m.s.l.m. e poi, dal 2011, nuova doc “Tintilia del Molise” nella tipologia “rosso”, “rosso riserva” e “rosato”, dopo un duro scontro – lo ha ricordato Dino Campolieti, direttore della CiaMolise – che ha evitato il rischio di fare di questo vino tutto molisano e da sempre rosso l’occasione per spezzettarlo in tante tipologie, che ne avrebbero snaturato natura e ruolo di testimone principe del vino molisano. I produttori, la gran parte dei quali giovani, nel momento in cui sono diventati i grandi protagonisti di questo vino (a loro si deve molta parte del successo che la Tinitlia vive) hanno peccato, con il loro tentativo, di inesperienza e portato a commettere un altro errore di marketing, che è quello di un prezzo troppo alto per un vino che il consumatore esigente e gli esperti devono ancora avere la possibilità di conoscerlo.
Ora il tentativo è quello di eliminare il limite di 200 m. s. l. m. per vedere come produrlo anche lungo la fascia litoranea, in pratica un ritorno indietro che farebbe rischiare di nuovo l’estirpazione dei vigneti proprio nei territori che hanno ripreso a fare viticoltura con i 70 ha. di tintilia impiantati dal 1996 in poi. Credo che ci sia bisogno di attivare nuove forme di aggregazioni tra chi produce, chi trasforma e chi promuove e apre ai mercati, soprattutto ora che sono a disposizione, grazie all’ocm, alcune centinaia di migliaia di euro per la comunicazione. Un’occasione unica per comunicare e vendere la tintilia e gli altri vini molisani che sta alla Regione cogliere non mettendo in atto la solita spartizione dei pani e dei pesci che ha portato l’agricoltura a vivere, già dal 2004, una crisi che, continuando a far prevalere le obsolete e deleterie politiche, si aggraverà nel silenzio di un mondo abbandonato a se stesso. Non è la quantità di soldi che fa la differenza, ma il criterio che porta a utilizzare le risorse che arrivano dallo Stato o dall’Europa. Come si  sa, nei decenni passati sono stati dati all’agricoltura un mare di soldi, con il solo risultato di indebitare ancor più i produttori con macchine sproporzionate alle necessità; strutture sovradimensionate e spesso inutili; enormi quantità di chimica che entra nelle campagne e, scarsa o nulla, azione di marketing che, invece, di essere la prima da considerare è quella che arriva ultima e sempre per caso.
 
 

Ora c’è - ed è questo che ho detto al nuovo Assessore regionale all’Agricoltura, Vittorino Facciolla presente all’incontro – un’occasione per cambiare strada e dare alle risorse finanziarie la forza che devono avere e cioè quella di servire a preparare il domani. Questo è possibile se la Regione e i produttori pensano al mercato o, per essere più chiaro, a uno o due mercati esteri che, con quello nazionale, devono diventare i punti di riferimento del vino molisano e, con esso, anche delle altre eccellenze agroalimentari, sulla base di una programmazione minima triennale e di progetti capaci di coinvolgere gli operatori commerciali e i media, necessari perché il vino trovi i suoi spazi e sia conosciuto. Una strategia di marketing dicevo che, da quello che ho avuto modo di sentire nell’intervento conclusivo dell’assessore Facciolla, ha colto il suo interesse.
E’ stato bello tornare a Montagano dopo tanti anni e ascoltare, insieme ai relatori prima citati, una bella relazione di presentazione della situazione della vitivinicoltura nazionale e internazionale fatta da Nicola Iannaccio e gli interventi di due giovani ben preparati Domenico Vitullo dell’Unimol e Jordan Galuppo, presidente dell’A.L.T.A.A.- Naturalmente Molise, che hanno reso i dibattito, arricchito dal sindaco di Montagano, davvero interessante e la stessa serata ben spesa.
 
 
 
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