sabato 18 ottobre 2014

IN MOLISE NON SI PUÒ FARE VITICOLTURA

Lo dice una delle più importanti firme del giornalismo enologico italiano, nella sua "Guida essenziale dei vini 2015", in cui dedica solo due facciate al Molise


Estratto da "Guida essenziale dei vini 2015" di Daniele Cernilli (Ed. Mondadori)

Poi diteci se non bisogna arrabbiarsi quando si leggono certe cose, e non è la prima volta che lo facciamo con questo giornalista, scrivemmo un post nel blog due anni fa, che già "denunciava" un atteggiamento di spocchia, superficialità e, soprattutto, di distorsione della realtà inaccettabile. Si parla di Daniele Cernilli, uno dei giornalisti del vino italiani più conosciuto al mondo, ex Gambero Rosso, ex AIS Bibenda, per intenderci. Nell'immagine c'è una delle due facciate (solo due) che dedica al Molise del vino nella sua "Guida essenziale ai vini d'Italia 2015", edita da Mondadori. Oltre a dimenticare la DOC Tintilia nell'elenco (dice che fa storia a se!!!!), ad inserire un solo produttore in recensione (forse perché conosce solo quello) che, ovviamente, non riporto, e altri piccoli errori sparsi, tira ancora fuori 'sta storia che il Molise è soprattutto montagnoso, ergo, non si può fare viticoltura (lo disse in un intervista video allo stesso produttore recensito). Ma dove 'sta scritto? Ma se la Tintilia era diffusa soprattutto nelle zone "montagnose" interne. Poi, secondo le convenzioni europee, per definire montagna (in Molise il 55%, fonte: Wikipedia, resto è collina), l'altezza deve essere almeno di 600 m s.l.m. e il suo aspetto deve essere parzialmente impervio (questo non c'è mai stato in Molise). Si possono citare decine di esempi in Italia dove si fa viticoltura di qualità in "montagna", come la definisce lui. 

Areali di coltivazione della Tintilia in Molise a fine '800 (Fonte: Tintilia del Molise, 2007)
Questo post, condiviso su Facebook, ha avuto molte reazioni da parte del mondo produttivo, di operatori del settore e gente comune che hanno stigmatizzato, con forza, le parole di questo giornalista del vino e, in generale, di tutti coloro che fanno disinformazione sul Molise e sulle sue risorse. Dopo le rimostranze che verranno mosse verso questa firma del giornalismo enologico, gli interlocutori  hanno preso un impegno comune per creare una sinergia tra produttori e operatori in modo da dare più forza ad un movimento troppo frammentato, colpa anche di un Consorzio di tutela che esiste solo sulla carta.  
Tempo addietro, in un post nella rubrica Enosnob sul suo portale Doctor Wine, il giornalista succitato scrisse: "Consentitemi uno sfogo, vi prego. Direi che me lo posso permettere dopo tanti anni di onorato servizio nel mondo del vino, tra degustazioni, appassionati a volte un po’ maniacali, bevitori simpatici e produttori che qualche volta confondono le loro bottiglie con dei prolungamenti alcolici della loro personalità". ECCO, CONSENTITEMI UNO SFOGO, ANCHE SE NON ME LO POSSO PERMETTERE NON AVENDO TANTI ANNI DI ONORATO SERVIZIO NEL MONDO DEL VINO BLA BLA BLA .....: VERGOGNA.

Sebastiano Di Maria
molisewineblog@gmail.com


venerdì 10 ottobre 2014

NEW MASSERIE FLOCCO, INNOVAZIONE CON FORTE LEGAME STORICO

Una delle realtà vitivinicole più importanti del panorama enologico molisano, soprattutto in termini di estensione della superficie vitata, pari circa a 85 ettari, è l’azienda Masserie Flocco, sodale che si riaffaccia, con una nuova veste, nel complesso e variegato mondo del vino, animata dalla passione di giovani guide che ne scriveranno i futuri successi, personali e di una Regione che ha voglia d’emergere. Il cuore dell’azienda è situato nelle campagne di Portocannone, piccolo Comune prossimo alla costa molisana, da cui dista circa 10 km, una finestra sull’Adriatico e sulle isole Tremiti, una delle tre comunità Arbëreshë della Regione, che conservano i caratteri - tradizioni, cultura e folklore - delle loro origini e di una terra ricca di storia, borghi, paesaggi e sapori, quella molisana, spesso ai margini e vero scrigno di bontà. 

Particolare del logo aziendale

L'intervista ad Antonio Grieco


La nuova guida aziendale, nelle mani della famiglia Grieco, di origini pugliesi, ha rilevato, lo scorso anno, una realtà in un momento difficile, anche per scelte produttive discutibili, come puntare su vitigni internazionali mentre il mondo enologico andava verso la scoperta della territorialità e dei vitigni autoctoni. Proprio Antonio Grieco, primogenito di famiglia e amministratore dell’azienda, ha tenuto a precisare, nelle sue prime parole della nostra visita, “il carattere e la forza di un territorio che non ha ancora espresso le sue enormi potenzialità”. Come non essere d’accordo con lui. Con Manuela Cecca, responsabile comunicazione e marketing, e alla vulcanica Maria Concetta Raimondo, enologo d’esperienza e punto fermo, ormai da anni, dell’azienda, Antonio Grieco ha costruito la nuova squadra che, attraverso cospicui investimenti, in cantina con nuove attrezzature all'avanguardia e in vigna con progressive riconversioni varietali e sistemi di allevamento, oltre che nello "scouting" del mercato, vuole dare una svolta decisiva nella produzione di vini territoriali di qualità, con un forte legame alla storia

L'intervista all'enologo Maria Concetta Raimondo


Immagini aziendali (Ufficio Stampa Masserie Flocco)

Una prima svolta, in tal senso, c’è stata già con il restyling del logo aziendale, attraverso l’adozione dell’alfabeto osco, utilizzato dalle popolazioni pre-italiche del meridione, dove l’azienda affonda le radici, proprio nella terra degli Osci, una delle due IGT molisane. Vini che parlano la stessa lingua e sempre lungo questo binomio costante, un ponte aperto tra passato e futuro, nasce la nuova etichetta “Passo alle Tremiti” con tre vini espressione di un solo territorio, una Falanghina DOC, un Molise Rosato DOC e un Molise Rosso DOC da uve Montepulciano, due vitigni che, di fatto, rappresentano la storia vitivinicola del Molise e dove hanno trovato un terroir di elezione. 

La linea "Passo alle Tremiti"

La linea "Poderi"

Una piccola Regione come il Molise è pervasa da un grande fermento enologico, nuove aziende nascono e sempre maggiore consapevolezza avvolge un settore produttivo che può contare su diversi terroir di elezione, che nulla hanno da invidiare a realtà più blasonate, oltre che su un vitigno autoctono dal forte carattere come la Tintilia, sfida raccolta anche dalla famiglia Grieco che la presenterà al prossimo Vinitaly. Una nuova generazione di vignaioli sta nascendo, per l’appunto, giovani e determinati, che stanno dando una risposta importante a un settore dove latita il cooperativismo, quello dei grandi volumi e di qualità, tranne qualche eccezione, mentre molte delle uve o vini, purtroppo, sono ancora meta di cantine o imbottigliatori fuori dai confini regionali. Un encomio va ad Antonio Grieco e alla sua famiglia, che hanno deciso di investire in questa terra, credendo fortemente nei suoi valori, nella sua storia e nelle sue potenzialità, nella sfida di produrre grandi vini in questo piccolo angolo, sentimenti che ci sentiamo di sposare in pieno.

Sebastiano Di Maria
molisewineblog@gmail.com


sabato 4 ottobre 2014

MOSTRA MERCATO VINI A MACCHIA D'ISERNIA

Uno degli appuntamenti, ormai immancabili, che caratterizzano la proposta in tema di manifestazioni che promuovono il territorio molisano e le sue ricchezze enogastronomiche, che, non casualmente, cade proprio nel periodo vendemmiale, è la “Mostra Mercato del Vino” che si tiene nel Comune di Macchia d’Isernia, giunta alla 41^ edizione. Il comune isernino, da pochi mesi sotto la guida di Mario Stasi, Sindaco con una grande esperienza nel mondo del vino e in quello olivicolo-oleario, propone un ricco programma nelle giornate di sabato 4 e domenica 5 ottobre, tra stand e percorsi enogastronomici, degustazione guidate di vino da parte dell’Onav, preceduto da un convegno d’inaugurazione sul tema “Quali opportunità può offrire lo sviluppo dell’agricoltura di qualità a Macchia d’Isernia e nel Molise”. Protagonisti dell’evento, che non è una comune sagra di paese, sono le aziende vitivinicole regionali, rappresentanti del mondo produttivo e istituzionale, che si confronteranno su temi d’attualità, come le certificazioni e lo sviluppo della filiera produttiva, con un occhio sui risvolti, in particolar modo per i giovani, dall'implementazione delle politiche di sviluppo che le istituzioni stanno mettendo in essere. Un appuntamento da non perdere per avvicinarsi alla cultura enogastromica della terra dei Pentri e del Molise intero.






Sebastiano Di Maria
molisewineblog@gmail.com



lunedì 29 settembre 2014

POESIA DI SUONI E PROFUMI


Fasi iniziali della fermentazione alcolica



Fermentazione nella fase tumultuosa



Sebastiano Di Maria
molisewineblog@gmail.com


mercoledì 24 settembre 2014

CANTINE APERTE IN VENDEMMIA PRESSO MASSERIE FLOCCO

Sabato scorso, presso Masserie Flocco di Portocannone, dopo la prima tappa della settimana precedente presso Angelo D’Uva a Larino, che abbiamo raccontato in quest’articolo, si è chiusa la prima iniziativa del Movimento Turismo del Vino che ha accolto gli enoturisti durante il periodo vendemmiale, la prima in Molise. In attesa del prossimo appuntamento in agenda con “Cantine aperte a San Martino”, dove si potranno degustare i “nuovi vini”, spillati direttamente dalle cisterne, lontani ancora dalla maturità che li porterà sulle tavole, e l’evoluzione dei vini aziendali ormai in bottiglia, facciamo un piccolo resoconto dell’attività e dell’interesse intorno a questo nuovo modo di approcciarsi al mondo del vino. In realtà, nell'organizzazione, erano stati individuati momenti in pieno periodo vendemmiale per avvicinare i winelover al momento cruciale della raccolta, cosa avvenuta solo parzialmente, nessuno immaginava che gli eventi climatici del periodo estivo portassero a un posticipo della stessa. Tutto sommato, pur in un momento di calma apparente che anticipa il tanto delicato e atteso taglio dei grappoli, le aziende hanno avuto modo di descrivere minuziosamente tutto il processo produttivo accompagnato con la degustazione dei loro vini. 

Un momento dell'escursione nei vigneti (foto Sebastiano Di Maria)
Un grappolo di Cabernet sauvignon (Foto Sebastiano Di Maria)

La seconda tappa ha visto protagonista le Masserie Flocco di Portocannone, une delle aziende con maggior estensione vitata della Regione, circa 85 ettari, recentemente rilevata da un nuovo gruppo imprenditoriale che fa capo alla famiglia Grieco, ma di questo avremo modo di parlarne diffusamente in un prossimo articolo, dove avremo modo di conoscere Antonio Grieco e la nuova mission aziendale. Il programma della giornata, sotto l’attenta guida dell’enologo Maria Concetta Raimondo, si è articolato dapprima in una visita dei vigneti aziendali, con una descrizione attenta sui sistemi di allevamento e sulle problematiche di gestione, sulle diverse varietà, tra cui Merlot, Cabernet sauvignon e Aglianico, accompagnata da una mini degustazione dell’uva per valutarne il grado di maturità, seguita poi da un’attenta analisi di ogni singola fase di lavorazione in cantina, che i presenti hanno potuto apprezzare perché in fase di lavorazione. 

Raccolta meccanica su vigneti allevati a spalliera (Foto Ufficio Stampa Masserie Flocco)
Un momento della raccolta manuale su sistema di allevamento a GDC (Foto Ufficio Stampa Masserie Flocco)

Interessante il momento in cui, il mosto in fermentazione in un serbatoio, è stato scaricato e “ripompato” in cima allo stesso, irrorando il cappello delle vinacce per favorire il processo d’estrazione, in quello che è definito rimontaggio all'aria, oltre che per dare ossigeno ai lieviti che stanno conducendo la fermentazione. C’è stata la possibilità di apprezzare le caratteristiche del mosto in fermentazione attraverso una degustazione. Dopo la descrizione delle cure del futuro vino, fatte di travasi, affinamenti, filtrazioni e imbottigliamento, si è passati a valutare, con una degustazione, la qualità dei vini dell’azienda, tra cui le nuove etichette che descriveremo nel prossimo articolo.

Rimontaggio all'aria durante la fermentazione (Foto Sebastiano Di Maria)

I due appuntamenti molisani di “Cantine aperte in vendemmia”, pur nell'esiguità dell’offerta prodotta sul territorio - solo due cantine disponibili, sperando in un’adesione più massiccia per il futuro - sono stati un momento interessante per interagire con il mondo produttivo nella fase più importante dell’anno, un rito dal forte valore antropologico e culturale, come abbiamo scritto nell'articolo di presentazione dell’evento, che ormai si sta perdendo per i ritmi frenetici e per la tecnologia che la fa da padrone in tutte le fasi produttive. Riproporre questi riti, coinvolgendo direttamente gli enoturisti nelle operazioni vendemmiali, magari anche le scolaresche, offrendo e rivisitando quei momenti che rappresentavano, tra il lavoro e la fatica, una festa, con tutte le difficoltà logistiche e organizzative che ciò comporterebbe, sarebbe una bella occasione per avvicinare, giovani soprattutto, al mondo del vino, al consumo consapevole, alla storia e alla cultura del mondo agricolo.

Visita di studenti in azienda negli anni scorsi (Foto Sebastiano Di Maria)

Fa piacere vedere persone interessate partecipare a questi eventi, non molte a dire la verità rispetto all'interesse in altre realtà, ma questa non è una colpa delle aziende o degli organizzatori, ma di una cultura del vino non molto diffusa o di una realtà produttiva vista, spesso, molto distaccata o ovattata, soprattutto nei giovani; i consumi ai minimi storici di vino ne sono un termometro reale. Porte aperte tutto l’anno, maggior coinvolgimento dei giovani e maggior legame con il territorio, a nostro avviso, potrebbero essere un ottimo viatico per accrescere i consumi e per avvicinare alla cultura del vino, vale a dire paesaggio, storia, archeologia e arte

Sebastiano Di Maria
molisewineblog@gmail.com


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