mercoledì 17 settembre 2014

TRE BICCHIERI GAMBERO ROSSO 2015 E MOLISE: "E PUR SI MUOVE"

Premesso che non crediamo molto alle guide in senso generale, opinione personalissima, che in questo periodo dell’anno sfornano recensioni, premi e bocciature del mondo del vino, spesso forse più preoccupate a non toccare la “casta” che seriamente impegnate nello scauting di nuove realtà enologiche, di nicchie di qualità, di nomi nuovi, anche se non tutte, per fortuna. La guida del Gambero Rosso, forse la più autorevole in materia, sembra quasi un libro aperto in tal senso, sempre poche le novità proposte. Quest’anno, però, nella stesura di una guida del 2015, si è superata per il Molise premiando ben due vini, anzi, si lascia andare, dopo quel “elogio alla semplicità enologica” nella guida del 2013 - ne parlammo in quest’articolo - a commenti incoraggianti: “finalmente anche il “piccolo” Molise inizia a dare prova d’interpretazioni del territorio di maggiore interesse”. Non si smentisce neanche con l'abbinamento con altre regioni, stavolta la Calabria, ma a questo siamo ormai abituati in senso generale, aggiungendo che “molto lentamente, ma anche l'enologia molisana sta cambiando, registrando finalmente qualche timida evoluzione che dà conto di un territorio con una grande vocazione alla viticultura sino a ora mortificato da interpretazioni tutte potenza e internazionalità, o marcate da ingenuità, spinte rustiche o un debole troppo dichiarato per l'enologia moderna. Ma qualcosa sta cambiando, dicevamo. E il territorio inizia a diventare protagonista”. 

I due vini premiati


Vivaddio, finalmente ci schiodiamo dal quel misero, desolato e unico premio, ad appannaggio dell’azienda simbolo regionale, Di Majo Norante di Campomarino, straordinaria con i suoi vini simbolo Contado e Don Luigi che a turno occupano i prestigiosi scanni (con la splendida parentesi dell'Aglianico biorganic lo scorso anno), strameritati ovviamente, dando lustro a un’altra azienda, sempre di Campomarino, che da qualche tempo meriterebbe la ribalta in questa guida, forte dei copiosi riconoscimenti, anche internazionali, che ogni anno riesce a mettere in bacheca. L’azienda Borgo di Colloredo, sapientemente guidata dai fratelli Enrico e Pasquale Di Giulio, con il suo Aglianico 2010 Terre degli Osci IGT (ancora un Aglianico, sarà un caso?), affianca l’inossidabile Don Luigi 2011 Molise Rosso Riserva, con il cuore di Montepulciano. Una grande soddisfazione per tutto il Molise enologico che sta ritagliandosi un posticino nell'enologia che conta, un terroir tutto da esprimere che può dare grandi vini secondo i recensori del Gambero, oltremodo critici, anche se con vene di verità, cosa che noi abbiamo sempre affermato e che non ci stancheremo di ripetere. Il Gambero, come ironicamente apostrofammo nell'articolo prima citato, ha finalmente fatto un passo indietro.

Sebastiano Di Maria
molisewineblog@gmail.com



lunedì 15 settembre 2014

CANTINE APERTE IN VENDEMMIA DA ANGELO D'UVA

Domenica 14 e sabato 20 settembre dovranno essere ricordati, negli almanacchi del mondo del vino, come la prima di un evento, mai attuato in precedenza nel piccolo Molise, quell’1% della produzione nazionale che tutti ignorano o di cui possono farne tranquillamente a meno, spesso molisani compresi, che ha avvicinato l’enoturista a scoprire quello che succede durante il periodo più importante dell’anno per chi produce vino, spesso raccontato nelle visite aziendali o negli eventi, ma mai così reale. Questi i buoni propositi del Movimento Turismo del Vino (MTV) del Molise che, per la prima volta, è riuscito a coinvolgere due realtà produttive regionali ad aprire le loro porte durante la vendemmia, fase cruciale di un anno di lavoro, per carpirne gioie, tensioni, paure e propositi per il futuro vino che segnerà, nella storia di un’azienda, un’annata da ricordare, se la qualità delle uve è ottimale, altrimenti buona o da dimenticare nella peggiore delle ipotesi. Capite che si tratta di momenti frenetici, dopo che la misura del grado zuccherino e dell'acidità (maturità tecnologica) e il contenuto in polifenoli (maturità fenolica), spesso stimato anche attraverso un’analisi sensoriale delle uve in vigna, decretano l’inizio della raccolta. Angelo D’Uva e le Masserie Flocco vogliono contribuire, attraverso proposte diverse, quindi, a sensibilizzare l’opinione pubblica intorno ad un evento, che ha anche un forte valore antropologico e culturale, come ho scritto in quest’articolo, per un consumo consapevole,  e noi faremo da tramite per condividerlo e renderlo fruibile ai più attraverso il racconto dei protagonisti e le immagini delle giornate. Buona visione.


Angelo D'Uva 

Le immagini durante la visita aziendale

 

 
Per valutare il grado di maturazione delle uve e la loro qualità enologica ci si affida, in genere, come accennavo pocanzi, alle misurazioni analitiche di zuccheri, acidità totale e pH. Nel caso delle uve a bacca nera, a queste analisi si aggiungono quelle relative alla maturità fenolica come indice di fenoli, antociani potenziali, antociani estraibili e tannini dei vinaccioli. L’analisi sensoriale dell’uva, complementare alle analisi chimico-fisiche eseguite in laboratorio, consente di valutarne la qualità enologica e di trarre preziose indicazioni per guidare le scelte in vigneto, in primo luogo l’epoca di vendemmia. Chi ha partecipato alla giornata si è imbattuto in questo sistema di valutazione delle uve, proposto per l'occasione dall'associazione "Il gusto dei sensi", valutando le proprietà organolettiche di uve Montepulciano, anche per confermare il dato analitico preliminare dopo la pigiatura.
 

Gabriele Di Blasio, Presidente MTV del Molise

 
 
Le immagini durante la degustazione guidata
 
 

 
Arrivederci al prossimo appuntamento presso "Masserie Flocco" a Portocannone, sabato pomeriggio, tra escursioni nei vigneti e degustazione vini.
 
 
Sebastiano Di Maria


venerdì 12 settembre 2014

LABORATORIO DEL GUSTO: IL FILO DELLA QUALITÀ

Nei giorni della festività in onore della Madonna di Canneto il 6, 7 e 8 settembre, nella splendida cornice dell’oasi situata lungo le rive del fiume Trigno, che segna il confine territoriale tra Molise e Abruzzo, anche frazione del Comune di Roccavivara, si è svolto un importante appuntamento che ha visto al centro il territorio e le sue ricchezze enogastronomiche, culturali e ambientali.Terre del gusto”, lo slogan scelto dall'associazione culturale “GoTuring” organizzatrice dell’evento, è stato un concentrato di appuntamenti e scambi culturali tra territori diversi, tra cui le comunità croate molisane che hanno visto anche una rappresentanza istituzionale e produttiva della terra madre, esposizioni di prodotti della cultura contadina e laboratori del gusto, mini-corsi guidati per avvicinare alla cultura enogastronomica di qualità. Anche la “Scuola del gusto”, progetto pluriennale e multidisciplinare ormai punto di forza dell’offerta delle attività dell’unico Istituto Tecnico Agrario della Regione, situato a Larino, ha portato il suo contributo con due importanti attività di avvicinamento a due filiere produttive. Dopo il grande successo di “Un Molise diVino” e di “Un Molise Extra-Ordinario”, primi due percorsi che hanno registrato il pieno di consensi, partecipazione, eventi culturali e visite guidate nel mondo produttivo e non, è stato proposto un laboratorio sull'olio extravergine d’oliva d'avvicinamento agli aspetti nutrizionali e salutistici, alla degustazione e abbinamento alla cucina.


Santuario della Madonna di Canneto, a Roccavivara (CB)

A questo primo mini-corso, denominato “Il filo della qualità”, ha portato il suo contributo un professionista come Marco Tagliaferri, nutrizionista e grande comunicatore della dieta mediterranea, che ha tessuto le lodi dell’extravergine d’oliva, vero simbolo di questo stile di vita, da un punto di vista nutrizionale e salutistico.  Tanti i consigli dati ai presenti attenti e interessati, non molti per la verità, giacché gran parte dei presenti al workshop d’inaugurazione si è dileguato ritenendolo, forse, poco interessante rispetto ad altre iniziative, peccato. “L’olio extravergine d’oliva deve tornare a essere la principale fonte alimentare di grassi, se vogliamo contrastare le malattie del benessere” chiosa il nutrizionista, che poi afferma “se tutela la salute, promuove il benessere e migliora la qualità della vita, deve essere considerato un alimento funzionale”. Non è la prima volta che il dottore lancia questa provocazione, dove la funzionalità di un cibo è data, oltre alle proprietà nutrizionali di base, “dalla capacità di influire positivamente su una o più funzioni fisiologiche”, ossia, di ridurre il rischio d’insorgenza delle malattie correlate al regime alimentare. Altro aspetto interessante che Tagliaferri porta sempre come elemento imprescindibile per certificare l’extravergine, che vada oltre la normale etichetta, visti anche gli innumerevoli casi di sofisticazione, è il "libretto della salute alimentare" a corredo di ogni bottiglia, un’etichetta etica trasparente, completa e comprensibile, che sia la vera carta d’identità del contenuto della bottiglia. Non è mancata, per finire, una forte provocazione su “quanto l’olio fa bene alla salute”, o meglio, sulla “necessità di classificare gli oli in base al contenuto in biofenoli che sono indice di elevata qualità al loro crescere nel prodotto”.

Marco Tagliaferri
La seconda parte del mini-corso è stata curata da Vitor Ugo Fratini, sommelier Ais, delegato per Termoli e basso Molise, e degustatore professionista di olio e membro del panel dell’Union Camere del Molise. Fratini si è concentrato sulle caratteristiche organolettiche degli oli e su come le stesse si possono conciliare con quelle degli alimenti, creando un’armonia senza modificarne la composizione del sapore. “Tenuto conto degli attributi positivi degli oli, dato dal fruttato, l’amaro e il piccante, oltre che delle prerogative tipiche delle diverse varietà, gli oli si possono abbinare per concordanza o discordanza (completamento)”, precisa lo stesso, facendo degli esempi come “un olio con amaro maggiore andrà ad abbinarsi con una carne più ricca in ferro o alimenti affumicati, un olio più piccante con formaggi stagionati e alimenti più conditi, uno “dolce” con pesci e carni bianche”. All'approccio teorico ha fatto seguito uno pratico, che ha entusiasmato i presenti, bambini compresi, che si sono dimostrati molto attenti e più veloci, rispetto agli adulti, nell'individuare le caratteristiche degli oli degustati in abbinamento a cibi semplici, segno che l’educazione al gusto nelle scuole può essere la vera chiave per creare una nuova consapevolezza intorno a questo prodotto e dare un futuro all'extravergine e all'olivicoltura molisana. Gli oli in degustazione, abbinati alternativamente con i cibi, sono stati quelli del percorso formativo della “Scuola del gusto”: l’olio di Flora della Casa del Vento di Larino (biologico da Gentile di Larino), Masseria Casolani di Casacalenda (biologico da Gentile di Larino), Hosidius della Soc. Agr. Fonte S. Maria di Montorio dei Frentani (biologico da Gentile di Larino), Aureo della Coop. Produttori di Venafro (da Aurina), Bruno Mottillo di Larino (bland di diverse cultivar) e il Cluenzio della Coop. Olearia Larinese (da Gentile di Larino). 

Vitor Ugo Fratini

Il piccolo gruppo che ha partecipato a questo mini-corso ha acquisito alcuni dei principi che permettono di apprezzare al meglio quelle che sono le qualità straordinarie di quest’alimento, simbolo della dieta mediterranea, ma anche testimone della nostra cultura e del nostro territorio, se pensiamo alle testimonianze storiche straordinarie legate all’Aurina o Licinia di Venafro, citata già negli scritti latini di Catone e Varrone, al suo Parco degli Olivi unico nel suo genere nel bacino del Mediterraneo, ai patriarchi di Portocannone, esemplari di circa 700-800 anni, e alla ricca biodiversità di tutta la regione, con ben 18 cultivar autoctone. Un patrimonio storico, culturale e ambientale da non disperdere, ma da valorizzare, attraverso la cultura, in primis, ma cercando la coesione del mondo produttivo per proporsi al meglio sul mercato. 

Scuola del gusto
scuoladelgustolarino@gmail.com


martedì 9 settembre 2014

I SAPORI E I PROFUMI DI UNA TRADIZIONE DAL FORTE VALORE ANTROPOLOGICO E CULTURALE

L'offerta di attività proposta dal Movimento Turismo del Vino (MTV), quest'anno, si arricchisce di un nuovo evento: "Cantine aperte in vendemmia". Si tratta della prima occasione in qui le aziende aprono le loro porte durante il momento più difficile dell'anno, per il duro lavoro, i ritmi serrati, le notti insonni, ma anche quello più bello, perché si raccolgono i frutti di un anno di lavoro. La qualità del futuro vino dipende molto da questi giorni, la scelta del momento giusto per vendemmiare, il giusto contenuto di zuccheri, di acidità, di polifenoli nelle bucce - ovviamente per le uve rosse - sono fasi cruciali per produrre un grande vino. Ovviamente, le condizioni climatiche di un anno, sono determinanti per avere un prodotto di qualità e le giornate assolate con serate fresche di queste settimane, sono determinanti. Nella tradizione contadina, poi, la vendemmia ha sempre rappresentato un momento in cui la terra e la vite, con il lavoro e l’ingegno dell’uomo, producono finalmente i propri frutti. La storia della vite, dell’uva e del vino si sono sempre intrecciate con quelle del cibo e delle feste, un rito secolare che si ripete ogni anno. Finalmente gli enoappassionati, enoturisti o, se volete, #winelover, possono "assaporare" il profumo delle uve e del mosto, immergersi nella tradizione contadina, degustare i piatti della tradizione. 


"La vendemmia fa parte della nostra storia, delle nostre tradizioni più care. La vendemmia era gioia, era momento magico, una tradizione con un forte valore antropologico e culturale. Giornate di duro lavoro, quelle durante il caldo umido di settembre, con le mani appiccicose di mosto per via dello zucchero presente, l’anima dell’uva, mentre la fatica era alleviata dalla festa del momento, fatta di canti, stornelli e risate. Poco o nulla sanno le nuove generazioni della vendemmia d'un tempo, dove si poteva cogliere lo spirito di una comunità legata alla campagna, al lavoro della terra e della vite, una ritualità che favoriva la socialità tra famiglie attraverso il duro lavoro, a godere della compagnia e degli amici. Ormai è soltanto un ricordo il rito vendemmiale, antico, antichissimo, che affonda le sue radici in un qualcosa che non c’è più, in un passato caratterizzato da un vero e proprio cerimoniale fatto di uomini e donne, di gesti e rituali. Preludio alla raccolta dei grappoli maturi, fervevano i lavori di pulizia dei tini e delle botti nelle cantine; il colpo del mazzuolo sulle doghe o sui cerchi per rimettere in sesto quei recipienti che avevano subito i danni del tempo, la bagnatura o l’abbonimento con acqua per la reidratazione. Nella raccolta ci si faceva aiutare dai vicini e tra i filari, gli uomini, lavoravano con l’aiuto di birocci trainati da coppie di buoi bianchi, carichi di bigonci d’uva. Le donne, invece,  in cucina preparavano ricche colazioni e pranzi per rifocillare i mariti e, in cantina, spesso avevano il compito di pigiare l’uva con i piedi. I bambini erano liberi di correre, giocare e divertirsi tra i filari". (Una delle nostre letture, in onore della festa di San Martino, lo scorso anno, presso le Cantine D'Uva)
In Molise sono due le aziende che hanno aderito all'iniziativa, che proporranno situazioni diverse, in due date diverse, in modo da avvicinare il consumatore al mondo del vino. Non perdete l'occasione di conoscere da vicino l'affascinante  mondo del vino.

DOMENICA 14 SETTEMBRE



 SABATO 20 SETTEMBRE



Sebastiano Di Maria
molisewineblog@gmail.com



venerdì 29 agosto 2014

LA SCUOLA DEL GUSTO PROTAGONISTA ALL'APPUNTAMENTO TERRE DEL GUSTO

La "Scuola del gusto" sarà protagonista al più importante appuntamento della stagione su enogastronomia, territorio e cultura, che si terrà presso il Santuario della Madonna di Canneto a Roccavivara nei giorni 6,7 e 8 settembre, nel pieno dei festeggiamenti della ricorrenza, con alcune attività denominate "Laboratori del gusto". Saranno riproposte, in chiave ridotta, alcune delle attività svolte durante il percorso formativo, con l'obiettivo di avvicinare e far conoscere a più persone possibili alcune delle straordinarie ricchezze agroalimentari, ambientali e culturali della nostra Regione. 

1° Laboratorio del gusto: Il filo della qualità 
(sabato 6 settembre, ore 19.00)

Olivicoltura e olio tra paesaggio e gusto
Sebastiano Di Maria 

Valori nutrizionali e salutistici dell'olio extravergine d'oliva
Marco Tagliaferri

L’extravergine a tavola: esercizi di abbinamento olio/cibo
Vitor Ugo Fratini


2° Laboratorio del gusto: Sulle tracce della transumanza
(domenica 7 settembre, ore 16.00)

I valori della transumanza
Sebastiano Di Maria

La capra di Montefalcone
Emilio Pietrolà

Profumi, sapori e storie di transumanza: caseificazione e degustazione 
Gabriele Romualdi

Scuola del Gusto
scuoladelgustolarino@gmail.com






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